Digrigno i denti: quando e perché devo usare un bite?

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Un bite è utile, se non necessario, tutte le volte che ci sono i segni di una eccessiva usura dei denti o di sofferenza dell’articolazione della mandibola o crampi e dolori della muscolatura masticatoria.

Il termine bite in inglese vuol semplicemente dire “morso”, cioè un qualcosa che si inserisce tra i denti impedendone o modificandone l’incastro abituale.

Bite per digrignamento denti?

Attraverso il digrignamento dei denti (quasi sempre del tutto inconsapevole per il paziente) le persone scaricano molte tensioni e, nella mia piccola esperienza clinica di 30 anni, la frequenza con cui mi trovo a proporre o mi viene richiesto l’uso di un bite è decisamente aumentata negli ultimi anni. Di solito il paziente richiede al dentista un bite se ha dolore: mal di testa, male al collo e alle spalle oppure se ha delle difficoltà ad aprire o chiudere la bocca e sente rumori nel masticare o sbadigliare.

Talvolta sono i denti a pagare il prezzo di una cattiva occlusione. In questi casi, normalmente, il paziente non ha dolori e non si accorge affatto del problema ed è il dentista allora che sollecita la sua attenzione in merito perché osserva sui denti dei chiari segni di usura: denti sbeccati, otturazioni e persino corone in ceramica rotte, faccette di usura estese e diffuse, cuspidi appiattite o decapitate, denti il cui smalto in traslucenza appare screpolato.

Lavorare in prevenzione significa appunto intercettare un problema prima che questo abbia assunto dimensioni talmente evidenti che il paziente stesso da solo se ne renda conto: a quel punto, infatti, il problema è di stadio ormai molto avanzato, i danni si sono ben strutturati e diminuiscono le possibilità di curare o risolvere. Interporre tra i denti un bite di protezione da usare la notte (8 ore su 24) quando si è giovani permetterà di salvaguardare da una usura patologica i propri denti almeno per il 30% del tempo e di arrivare in età avanzata avendo ancora la propria dentatura ben conservata. Anche eventuali lavori eseguiti dal dentista traggono beneficio specie quando si hanno estesi lavori protesici o presenza di impianti.

Il dentista dovrà approntare per il  paziente un bite che potrà essere diverso a seconda delle necessità e degli obiettivi ma anche dall’urgenza del bisogno o dalla gravità del problema e della disponibilità a portarlo che il paziente può dare. Normalmente viene realizzato in una settimana dopo aver rilevato una impronta della bocca ed è costruito in resina rigida ma molte possono essere le varianti. L’importante è che risulti agevole nella calzata, che abbia il minor ingombro possibile e che si inserisca in modo delicato e appropriato nella bocca del paziente senza creare decubiti sulle mucose o impedendo la fonazione e la deglutizione.

Questi sono tutti dettagli costruttivi che lo rendono ovviamente più costoso di quelli reperibili nella grande distribuzione o nelle farmacie ma che ne garantiscono efficienza e piacevole usabilità. Il costo di un bite individuale realizzato dal proprio dentista, per quanto rappresenti un forte deterrente a volte per il paziente, va immaginato spalmato nel corso degli anni successivi (ho pazienti che usano lo stesso bite da 5 o più anni) e comprende anche la assistenza e controlli che il dentista fa per adattarlo o integrarlo al meglio e per seguire l’andamento nel tempo delle problematiche del paziente: questo il valore aggiunto rispetto alle “terapie fai da te” che spesso esitano in un insuccesso perché il paziente non riesce a tenerlo e rinuncia o non ottiene alcun beneficio e smette di usarlo. Il costo di un bite è comunque davvero giustificato rispetto a quello che il paziente dovrà poi sostenere per il rifacimento di lavori che si rompono o per le cure necessarie a riabilitare una bocca ormai rovinata o gravemente usurata.

Digrigno i denti: quando e perché devo usare un bite? ultima modifica: 2019-06-22T10:56:17+02:00 da Claudia Bittante

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