Quando e come effettuare uno sbiancamento dei denti

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Un trattamento di natura estetica va fatto solo su bocche sane senza problemi di carie o di infiammazioni gengivali.

Un sorriso luminoso è certamente una bella presentazione e contribuisce a creare una buona immagine di se stessi.
Personalmente lo amo più nei soggetti giovani perché trovo che dopo una certa età sia bello anche il colore “avorio” che i denti assumono dovuto alla riduzione della strato dello smalto e al trapelare del colore della dentina sottostante nonché all’usura dovuta al lungo servizio che i denti hanno reso alla vita della persona.

Quello che mi sforzo di far comprendere a chi mi chiede questo trattamento di natura estetica è che va fatto solo su bocche sane senza problemi di carie o di infiammazioni gengivali: per questo sconsiglio di eseguirlo in maniere autonoma o assistita da estetisti che non hanno la competenza per valutare le problematiche della bocca del paziente.

Capisco che, come sempre, il fattore prezzo può invogliare a evitare il dentista ma c’è molto valore aggiunto che uno studio dentistico può dare al paziente. Entriamo un po’ nel merito.

Anzitutto l’igiene del sorriso non dipende solo dal “bianco” dei denti ma anche dal fatto che essi abbiano una forma e una posizione corretta, che non vi siano otturazioni o corone non mimetizzate bene: a volte il costo si equipara e allora il consiglio del dentista vale ben di più del costo dello sbiancamento.

Inoltre l’estetica del sorriso viene rovinata anche da gengive gonfie, arrossate o addirittura violacee dovute a presenza di tartaro sotto gengivale: in questi casi basta già una buona seduta di igiene orale per vedere nettamente migliorare la bellezza e il candore dei denti. Viceversa fare solo uno sbiancamento darebbe solo un illusorio e transitorio effetto di bellezza.

A volte un incisivo devitalizzato “maldestramente” ha proprio virato il suo colore verso il grigio o nero o rosa e allora il trattamento giusto consiste nel fare uno sbiancamento interno di quel solo dente o nei casi più severi di coprirlo con una faccetta.

Nel caso che la bocca sia in ordine e si ritenga possibile e utile procedere al trattamento di sbiancamento dei denti, il paziente può scegliere, in accordo con il dottore, se farlo contestualmente alla seduta di igiene potenziandone l’effetto e riducendo un po’ il costo e soprattutto il tempo .

Altra scelta da fare riguarda la percentuale di principio attivo del gel che si applica: quello dei prodotti da banco in farmacia è basso (6 % o 10%): il dentista può arrivare a gel con 40% di principio attivo che vanno però applicati con attenzione e usando apposito prodotto per proteggere il bordo delle gengive e stando a fianco del paziente per controllare se si sviluppa sensibilità fastidiosa .

In entrambi i casi, si tratta di trattamenti che avvengono in una sola seduta: danno un effetto immediato ma che tende a durare meno nel tempo.

I risultati migliori si hanno associando anche un trattamento domiciliare che può durare una o due settimane e che avviene con la supervisione del dentista per monitorare sensibilità e livello di candore raggiunto.

Si realizzano per questo delle apposite mascherine da sbiancamento personalizzate sulla forma dei denti del paziente che le dovrà calzare a casa la sera e/o la notte applicandovi internamente una lacrima di gel a bassa concentrazione fornito dal dentista. Il paziente le potrà riutilizzare mesi dopo in occasione dei successivi trattamenti sbiancanti che vorrà fare: infatti lo sbiancamento è un trattamento che ha un effetto transitorio e non permanente .

Da ultimo, si accompagna il paziente con una serie di  istruzioni circa i cibi da evitare durante il trattamento, gli si consegna anche un gel desensibilizzante da applicare sui denti e volendo si procede a fare delle foto per avere riscontro del trattamento.

Quando e come effettuare uno sbiancamento dei denti ultima modifica: 2018-08-27T13:15:13+00:00 da Claudia Bittante

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