Gengiviti, fistole gengivali, sanguinamento e recessione delle gengive, infiammazione dei tessutiti di sostegno del dente, riassorbimento dell’osso di sostegno del dente costituiscono diversi livelli della malattia parodontale e possono portare alla perdita dei denti. La parodontologia cura i tessuti attorno (para) al dente: osso, legamento parodontale, gengiva.

La malattia parodontale è una malattia cronica: possibili chiavi di lettura.

Parodontologia, dott.ssa Claudia BittanteLa malattia parodontale è una patologia multifattoriale a forte componente ereditaria, sostenuta dalla flora batterica e fortemente condizionabile dai comportamenti del paziente (alimentazione, fumo, qualità delle manovre di igiene).
Gengivite e parodontite sono due manifestazioni dello stesso processo patologico che può condurre alla perdita dei denti.
La gengivite è un’infiammazione del solo tessuto gengivale ed è una condizione reversibile se si effettua una buona igiene domiciliare con periodiche sedute di igiene professionali, e se si eliminano eventuali fattori predisponenti come lavori imprecisi o mal eseguiti.

La parodontite è invece un’infiammazione dei tessuti più profondi (connettivo e osso di supporto del dente).
La parodontite non è reversibile poiché ha già comportato dei danni strutturali che solo in alcune particolari situazioni sono recuperabili, ma è controllabile se il paziente acquisisce e mette in pratica un corretto atteggiamento mentale e comportamentale. Anch’essa richiede – come e più della gengivite – una buona igiene domiciliare e un programma di igiene professionale mantenute per lunghi periodi grazie alle quali si monitora l’andamento della malattia, nonché la qualità e la costanza con cui il paziente esegue la pulizia dei denti.
L’odontoiatria ufficiale è orientata ad una visione esclusivamente microbiologica circa le cause della malattia parodontale e concentra tutti gli sforzi terapeutici nel controllo dell’igiene orale.
In una visione più ampia del problema come quella che fa la medicina omeopatica, la malattia parodontale in quanto malattia cronica è espressione di un miasma profondo e rappresenta dunque una via di liberazione per il paziente, la cosiddetta porta emuntoriale.
Se si vuole conservare la propria dentatura, resta imprescindibile sanificare le gengive e i tessuti profondi con la pulizia del tartaro e un’accurata igiene orale (che favorisce la presenza di speci batteriche non patogene) .
L’omeopatia rivolge l’attenzione anche al tipo costituzionale del paziente e lo può supportare con rimedi di terreno nonché affrontando problemi di disbiosi intestinale e curando l’alimentazione.
Possiamo sinteticamente schematizzare tre livelli di malattia parodontale di cui seguono alcuni disegni esplicativi:

  • parodontite iniziale: si è perso l’attacco delle fibre di connettivo al colletto del dente. La superficie della radice non è più isolata dall’ambiente orale e la sonda parodontale penetra per più di 1,5 mm nel solco gengivale. Vi è iniziale riassorbimento dell’osso di sostegno del dente.
  • parodontite moderata: la sonda parodontale scende più in profondità nel solco poiché il grado di riassorbimento osseo è maggiore. Superfici sempre più estese della radice sono colonizzate da placca batterica e tartaro richiedendo così manovre di igiene più complesse; può associarsi o meno uno slivellamento del margine della gengiva: questo spesso è l’unica cosa che il paziente nota! Possono (ma non sempre succede) verificarsi ascessi.
  • parodontite avanzata: la sonda parodontale “sprofonda” nel solco anche per molti millimetri; intere pareti dell’osso che circonda i denti sono andate perse determinando mobilità dei denti stessi; possono associarsi slivellamenti del margine gengivale non sempre direttamente proporzionati alla grave perdita di osso sottostante.

Parodontologia

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A chi è rivolta la parodontologia

La parodontologia è rivolta a tutti:

  • chiunque abbia denti naturali in bocca deve prendersi cura delle gengive e dell’osso di sostegno
  • in modo particolare a chi ha ascessi ricorrentialitosirecessioni gengivali, denti mobili o ha familiarità con le parodontiti
  • a tutti coloro che, ritenendosi fortunati pur presentando notevoli depositi di tartaro, non vanno da anni dal dentista.

Se non si eseguono le cure

Anche se integri, si può andare incontro alla perdita di uno o più denti, al deterioramento dell’osso. Si possono presentare recessioni gengivali singole o multiple con un danno per l’estetica e con predisposizione alle abrasioni cervicali.

Durata del trattamento di parodontologia

Varia moltissimo in funzione del tipo di dentatura, del tipo e del livello di gravità del problema riscontrato, del tipo costituzionale del paziente e delle sue condizioni di salute generale. La frequenza degli appuntamenti nel tempo dipendono dal grado di collaborazione attiva e dalla manualità che il paziente offre.

Esami preliminari

Sempre: panoramica e una serie di lastre endorali; sondaggio parodontale.
In alcuni casi: esami batteriologici e genetici.

Casi clinici di parodontologia

Malattia parodontale gestita con manutenzione costante e splintaggio

Malattia parodontale gestita con manutenzione costante e splintaggio

La paziente si presenta con problemi parodontali e una generalizzata perdita dell’osso di sostegno dei denti. I denti presentano una mobilità aumentata, appaiono più lunghi e gli spazi tra i denti sono più ampi.



Malattia parodontale gestita con manutenzione costante e splintaggio

Arcata superiore, visione palatina. Per ridurre la mobilità dei denti si procede a bloccarli in modo non invasivo con un sottile filo ortodontico (splintaggio) che non crea ingombro e non altera l’estetica.



Malattia parodontale gestita con manutenzione costante e splintaggio

Arcata inferiore, visione linguale dello splint.



Caso di ascesso parodontale

Caso di ascesso parodontale

La paziente si presenta per un forte dolore a carico dell'ultimo dente che appare per altro assolutamente "sano". Si noti il rigonfiamento proprio sopra al dente dove la gengiva appare anche leggermente più chiara.

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Caso di ascesso parodontale

La sonda scende in corrispondenza della profonda tasca ossea.



Parodontologia ultima modifica: 2016-06-21T15:32:33+00:00 da Claudia Bittante