Come funziona una pulizia dentale e quando fare uno sbiancamento

È mia abitudine iniziare una seduta d’igiene dando uno specchio in mano al mio paziente e insegnandogli ad osservare quello che c’è in bocca. Procedo in questo modo non solo con i miei pazienti storici che stanno tornando per un controllo periodico, ma anche con i pazienti nuovi che magari, sin dalla prima visita, desiderano procedere con una seduta di igiene.

È fondamentale che il paziente si renda conto della situazione di partenza: in questo modo può focalizzare l’attenzione sui punti critici e capire dove fa fatica a pulire o sbaglia a spazzolare e, infine, impara a riconoscere le migliorie che una un’attenta igiene orale può apportare alla bocca.

È bene chiarire che non sempre la salute igienica può essere ottenuta con una singola seduta: questo è ammissibile solo nei casi in cui si ha una bocca sana, magari un po’ trascurata, ma certamente non con una situazione problematica. Pur essendoci situazioni di vario livello che vengono trattate di volta in volta in base alle loro specificità, ancora oggi, purtroppo, capita di trovarsi innanzi a condizioni igieniche complesse che richiedono ben più di una seduta e ben più di un’ora di appuntamento per poter essere risolte.

Quando è presente del tartaro si usano degli appositi strumenti a ultrasuoni che servono a staccarlo dalle superfici del dente. Nel caso in cui anche la superficie delle radici, scoperta o no dalla gengiva, risulti colonizzata dal tartaro è necessario levigarla con appositi strumenti a mano e questo lavoro può richiedere un tempo e un’attenzione particolari.

Dopo aver rimosso il tartaro, vengono levigate tutte le superfici dentali usando un getto di polvere micronizzata di bicarbonato. È questa la fase in cui vengono rimosse anche tutte le patine o macchie che tolgono luce e candore ai denti. Si tratta di una passaggio che va sempre eseguito e che, pertanto, non è da considerarsi come un servizio extra da far pagare a parte. Alcuni pazienti, sentendo che si tratta di bicarbonato, pensano di poter evitare la seduta d’igiene presso il dentista e finiscono con lo sfregarsi i denti con la polvere del bicarbonato che si compra in un qualsiasi supermercato. Purtroppo questa pratica, oltre a non ottenere dei benefici, se protratta nel tempo può portare a danni irreversibili in quanto possono crearsi vere e proprie lesioni della superficie liscia dello smalto dei denti.

Quando la bocca è stata ben pulita ed igienizzata il paziente nota un netto miglioramento: le gengive smettono di sanguinare, perdono gonfiore e tornano al corretto colore rosa chiaro; i denti, non più circondati da gengive gonfie e violacee, tornano a mostrare la forma corretta e ripuliti da macchie e pigmentazioni tornano a risplendere come perle.

Normalmente il paziente resta già stupito del miglioramento estetico ottenuto e soprattutto questo risultato si mantiene nel tempo se il paziente impara ad eseguire le corrette manovre igieniche tutti i giorni a casa.

Solo a questo punto, su una bocca sana e curata, dentista e paziente, possono valutare se procedere a sbiancare i denti e cioè  portarli ad un punto di bianco maggiore rispetto a quello naturale, sapendo però che il trattamento sbiancante non è permanente (non dura per sempre): lentamente i denti torneranno ad avere il colore naturale di partenza caratteristico di quel paziente.

Da quanto trattato emerge chiaramente che un approccio serio alla pulizia dei denti non può che escludere quanto viene normalmente “venduto” nei centri estetici, ovvero che lo sbiancamento sia il primo o – ancor peggio! – l’unico passo per migliorare esteticamente un sorriso.

Come funziona una pulizia dentale e quando fare uno sbiancamento ultima modifica: 2017-09-18T17:19:33+00:00 da Claudia Bittante