Prevenire l’alito cattivo: dalle cause dentali alle buone pratiche d’igiene

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Spesso la soluzione al fastidioso problema dell’alitosi è semplice e se dipende da problematiche della bocca, rivolgersi al dentista permette di identificare le cause e trovare una soluzione adeguata.

L’alito cattivo, oltre ad essere un fenomeno diffuso, è anche un problema di cui spesso la persona non si rende conto: sono gli altri che ce lo fanno capire o – con qualche imbarazzo –  ce lo dicono.

Le cause dell’alitosi sono varie e possono dipendere da problemi digestivi, epatici e sistemici. Come dentista vorrei qui porre l’attenzione sulle cause dentali e gengivali dell’alitosi.

Diversamente dai più comuni adagi pubblicitari, non suggerisco di gestire il problema con sciacqui a base di colluttori: in questo modo si copre – forse e non del tutto – il problema ma non lo si risolve.

La soluzione a volte è davvero semplice e poche sedute dal dentista potrebbero bastare per risolvere un problema annoso che riguarda soggetti sani.

I pazienti a volte tengono in bocca denti rotti o con carie per molto tempo senza rendersi conto di quanto questo diminuisca il loro confort nel mangiare, nel lavare correttamente i denti e nella loro stessa vita di relazione. Un dente che fa male spontaneamente o durante la masticazione ci costringe infatti a una serie di rinunce (non ci si può masticare sopra, si evitano cibi freddi, caldi, dolci, acidi o duri) e ci porta tendenzialmente a sorvolarlo con lo spazzolino per evitare di scatenare il dolore. In questi casi la cavità aperta diventa ricettacolo di ogni sporcizia e detrito di cibo che determina odore, ma il più delle volte bastano un paio di sedute per risolvere sia il dolore che l’odore.

Un’altra causa frequente di alitosi è data dalla presenza di tartaro, e dalla conseguente infiammazione delle gengive e dell’osso di sostegno dei denti. In questa situazione le gengive sanguinano facilmente e il paziente, preoccupandosi di far danni, decide di non sfiorarle neanche più con lo spazzolino. In realtà, in questo modo si alimenta un circolo vizioso in cui meno si lavano i denti e meno si gestiscono le gengive e più esse sanguinano abbondantemente.

Non solo! Quando i denti sono ricoperti di tartaro e gli spazi interdentali risultano chiusi, lo spazzolino da denti non basta più per rimuoverlo e serve proprio l’azione del dentista per rendere nuovamente accessibili le superfici dentali e per sanificare le gengive. Solo così queste torneranno a non essere gonfie e sanguinanti, vi ridaranno un’estetica migliore e un alito fresco.

Altre volte il cattivo odore può dipendere da un dente del giudizio mal posizionato che, non erompendo correttamente ma rimanendo parzialmente coperto dalla gengiva, dà luogo a una zona di ristagno assolutamente non gestibile igienicamente. In questi casi, si crea una situazione particolarmente fastidiosa in quanto è come avere una piccola discarica in bocca che comporta anche il rischio di infiammazioni acute che,specie col caldo umido e nei momenti di forte stanchezza o maggior stress, possono causare ascessi che impediscono persino l’apertura della bocca.

Diventa fondamentale per la propria salute orale sottoporsi ad una visita professionale almeno una volta all’anno in modo da affrontare i problemi con calma, fiducia e gradualità, per risolverli o almeno conoscerli e imparare a gestirli.

Il paziente pauroso potrebbe iniziare con le cure più semplici che gli danno velocemente un risultato tangibile di benessere.Solo così potrà,mano a mano e instaurando un rapporto di fiducia e affidamento al suo dentista, acquisire sicurezza e tranquillità per affrontare le cure più impegnative.

Solo dopo avere fatto il passo decisivo, che è quello di prendersi cura di sé affidandosi ad un dentista, si potrà anche decidere di usare un colluttorio di supporto alla terapia, di mantenimento o come piacevole abitudine.

Prevenire l’alito cattivo: dalle cause dentali alle buone pratiche d’igiene ultima modifica: 2018-06-30T00:37:59+00:00 da Claudia Bittante

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